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Comunicazione Pubblica: riflessioni da una tesi di laurea


Autore: Dott. Valentina Biagini


Di comunicazione pubblica nel nostro paese si parla da tempo, soprattutto in questi ultimi anni il dibattito sta uscendo dai palazzi del governo e dalle università, con il risultato che fiere e convegni dedicati all’argomento si susseguono interessando un pubblico sempre più vasto. La sua situazione vede posizioni di avanguardia accanto a zone d’ombra e attiva aspettative alle quali non sempre corrispondono i risultati previsti. Il processo di comunicazione fra le istituzioni e i cittadini procede spesso al di fuori di un disegno organico, lasciato alle iniziative locali di qualche amministratore volenteroso e, nonostante questo, è riuscito a produrre situazioni di eccellenza, in cui la comunicazione si è accompagnata a veri momenti di innovazione delle istituzioni.
La sfida raccolta dalla comunicazione pubblica, riguarda la capacità di realizzare luoghi, iniziative, professioni, finalizzate ad attivare processi di confronto, di relazione e di scambio fra le istituzioni e i cittadini. Per vincerla è necessario che la fondamentale acquisizione che oggi l’informazione diventa risorsa primaria, entri in tutti gli uffici pubblici. Solo così saranno valorizzati il ruolo e le potenzialità della comunicazione, di dare impulso, trasparenza, comprensione e condivisione alla stessa azione amministrativa.
Sotto il profilo degli strumenti utilizzabili, la necessità di raggiungere tutti i diversi segmenti della cittadinanza porta a concepire, con sempre maggiore urgenza, la necessità di una comunicazione fondata sull’impiego di tutti i media disponibili, dai giornali alla televisione, dai cartelloni a internet, l’ultima scoperta, in ordine cronologico, che sta diffondendosi a macchia d’olio e con una velocità sorprendente.
Le ragioni sono evidenti: la velocità, la bidirezionalità, la relativa semplicità e l’economicità di questo nuovo strumento rispetto ai media tradizionali, oltre alla disintermediazione, grazie alla quale l’ente non deve più dipendere da altri giornalisti oltre a quelli del proprio ufficio stampa, per raggiungere i cittadini. Proprio l’immediatezza dello strumento, tuttavia, rischia di essere un suo grave limite, poiché la tentazione è la mancanza di progettazione e di riflessione sull’importanza dei messaggi veicolati dal sito.

Si sono moltiplicati in questi anni i così detti siti vetrina, siti internet di amministrazioni pubbliche che non nascono per rendere un servizio alla cittadinanza, ma solo per un vezzo dell’amministrazione, la quale si limita a pubblicare un’informazione autoreferenziale guadagnandoci, nel migliore dei casi, in trasparenza. Si tratta di siti realizzati spesso senza l’impiego delle professionalità adeguate e senza il coinvolgimento attivo di tutto l’ente, destinati così a morire poco dopo la pubblicazione in rete, per mancanza di aggiornamenti.
Oggi sembra in via di superamento questa fase pionieristica della telematica pubblica, per questo è opportuno fermarsi a riflettere sulle opportunità future. In questa fase è fondamentale, per gli sviluppi futuri, riflettere sul contributo che può portare internet alle pubbliche amministrazioni, cercando di non cadere nelle utopie della rete, panacea per i mali della burocrazia, autrice del nuovo dialogo fra governanti e governati, né nella cupa visione del panopticon secondo cui il rischio della diffusione delle nuove tecnologie dell’informazione sarebbe la creazione di una forma di dominio tecnologico sugli individui, capace di manipolarne opinioni, decisioni e comportamenti.
L’argomento, complesso ed estremamente attuale, è stato affrontato in chiave sociologica nel tentativo di offrire una lettura di ampio respiro, allungando lo sguardo attraverso la storia del nostro paese e allargandolo al di là dei singoli casi di eccellenza, o di mediocrità, per cogliere il fenomeno nella sua interezza e problematicità.
Seguendo questa premessa metodologica sono state passate in rassegna le diverse forme della comunicazione pubblica interrogandosi soprattutto sulle sue ragioni e le sue funzioni e si è ricostruita per sommi capi la storia della comunicazione pubblica nel nostro paese. Si è poi cercato di individuare le specificità ed i contributi delle reti telematiche alla comunicazione pubblica cercando, al tempo stesso, di tracciare le direzioni per i suoi possibili sviluppi.
Infine si è preso in esame un caso concreto per capire cosa comporta la progettazione e la realizzazione di un sito internet per un piccolo comune e quali servizi può offrire ai suoi cittadini.

Nel primo capitolo il tema è l’importanza della comunicazione per la pubblica amministrazione, non nella sua forma autocelebrativa e autoreferenziale, ma intesa soprattutto nella sua veste di servizio che scaturisce dalla dimensione dialogica e relazionale dei processi comunicativi. Nel momento in cui la relazione con il cittadino viene riconosciuta come componente essenziale per il buon funzionamento della pubblica amministrazione, allora, la comunicazione stessa si fa strumento per raccogliere informazioni dal contesto, ed attivare le risposte adeguate. Emerge così il ruolo fondamentale della comunicazione nella costruzione del un rapporto di fiducia fra stato e cittadino e nel processo di innovazione in cui si trova coinvolta l’amministrazione quando accetta di aprirsi al dialogo.
Il capitolo secondo è dedicato ad una breve ricostruzione delle fasi storiche attraversate dalla comunicazione pubblica nel nostro paese, dal fascismo ad oggi. Alla ricostruzione storica si affianca quella normativa: dal silenzio della nostra carta costituzionale sul diritto d’informazione alle innovazioni introdotte nell’amministrazione dal legislatore negli anni ’90 in materia di trasparenza, partecipazione, semplificazione, ascolto ecc., che hanno definitivamente legittimato l’attività di comunicazione dello stato con il cittadino.
Le caratteristiche della comunicazione attraverso le reti telematiche e le opportunità che si presentano per le amministrazioni, sono il tema del capitolo terzo. Dalla recente storia dello sviluppo della “rete delle reti”, alla storia dell’approccio degli enti locali ad Internet attraverso il fenomeno delle reti civiche, il capitolo cerca di cogliere le caratteristiche delle forme della comunicazione pubblica attraverso la rete, evidenziandone potenzialità e limiti. Nel quarto capitolosi presenta una breve ricognizione sulla diffusione effettiva della rete e dei siti internet delle pubbliche amministrazioni. Quante sono le così dette “città digitali”, quali caratteristiche presentano e a quale pubblico si rivolgono: sono tutte informazioni preziose per capire la reale portata del fenomeno che si sta studiando. Infine il quinto capitolo presenta il caso del comune di Pieve a Nievole, un comune con meno di diecimila abitanti in provincia di Pistoia, che bene rappresenta la realtà dei tanti enti locali diffusi sul territorio, costretti spesso a fare i conti con risorse limitate. Il lavoro che viene presentato riguarda la progettazione e la costruzione del nuovo sito internet comunale, una piccola realtà nel mare magnum dei siti istituzionali, che non vuole presentarsi come isolato caso di eccellenza, ma come traccia percorribile. Il sito non vuole essere, infatti, solo un esempio di applicazione delle nuove tecnologie, ma si pone soprattutto come modello comunicativo e organizzativo facilmente adattabile e quindi ripetibile in altri contesti.
Alla base del progetto vi è la convinzione che la realizzazione di un sito internet non deve essere un lavoro per soli informatici, ma deve coinvolgere molte altre professionalità, primi fra tutti esperti di comunicazione. La realizzazione dei siti delle amministrazioni medio piccole, il più delle volte è affidato esclusivamente a tecnici con il risultato che il sito internet diventa per i non addetti ai lavori una scatola nera, di cui si ignorano i meccanismi.
Coinvolgere l’intera amministrazione nelle fasi di progettazione e realizzazione è il primo passo necessario per fare del sito internet uno strumento dell’amministrazione per dialogare con il cittadino.
Il risultato è un progetto che non vuole essere considerato concluso con la sua pubblicazione, al contrario questa è il punto di partenza di un ulteriore percorso di crescita sia per il sito, che per l’amministrazione ed i cittadini.