Accessibilità WCAG AA AAA

Accessibilità siti web
Dal 2025 è un obbligo di legge

Dal 28 giugno 2025,  con il recepimento dell'European Accessibility Act, l'obbligo di avere un sito web accessibile si estende alle aziende private. Chi non si adegua rischia sanzioni fino a 40.000 euro. Realizziamo siti web ed ecommerce accessibili e mettiamo a norma quelli esistenti per PA, scuole, associazioni e imprese private.

20 %
della popolazione ha una forma di disabilità
40 K
sanzione massima per mancato adeguamento
2025
anno di entrata in vigore dell'obbligo

PRIMA DI TUTTO

Cos’è l’accessibilità web

Un sito web accessibile è un sito progettato per poter essere utilizzato da tutti, comprese le persone con disabilità visive, motorie o cognitive. Significa permettere a chi usa uno screen reader di leggere i contenuti, a chi non usa il mouse di navigare da tastiera, e a chi ha difficoltà visive di distinguere chiaramente testi e pulsanti. Per ottenere questo risultato esistono standard tecnici internazionali: le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), definite dal W3C. Le linee guida stabiliscono come progettare contenuti digitali che siano percepibili, utilizzabili, comprensibili e robusti anche per chi utilizza tecnologie assistive. Le WCAG prevedono tre livelli di conformità: A, AA e AAA. Nella maggior parte dei casi la normativa richiede il livello AA, che rappresenta lo standard adottato per i siti della pubblica amministrazione e per i servizi digitali soggetti all’European Accessibility Act. In pratica significa, ad esempio: testi alternativi per le immagini, contrasti cromatici adeguati, navigazione da tastiera, struttura corretta dei titoli, moduli compilabili anche con tecnologie assistive e codice HTML semanticamente corretto.

IL PROBLEMA

Un sito non accessibile
esclude clienti. E rischia sanzioni.

Circa il 20% della popolazione ha qualche forma di disabilità: visiva, motoria, cognitiva. Un sito non accessibile è inutilizzabile per queste persone: testi che uno screen reader non riesce a leggere, bottoni che non si raggiungono da tastiera, immagini senza descrizione, contrasti cromatici insufficienti.

Fino a ieri era un obbligo solo per le pubbliche amministrazioni, secondo quanto stabilito dalla legge Stanca del 2004. Per le aziende private rispettare i requisiti era una scelta etica. Dal 28 giugno 2025 è anche un problema legale. Il D.Lgs. 82/2022 ha dato attuazione alla direttiva (UE) 2019/882 European Accessibility Act, estendendo l'obbligo di accessibilità anche alle aziende private con più di 10 dipendenti o fatturato superiore a 2 milioni di euro. 

Chi non si adegua rischia sanzioni da 2.500 a 40.000 euro e, per le PA, fino al 5% del fatturato annuo. Senza contare l'esclusione da bandi pubblici e finanziamenti europei.

Il mio sito deve rispettare i requisiti di accessibilità? - Facciamo un audit gratuito

LA SOLUZIONE

Siti accessibili
da zero o da adeguare.

Lavoriamo su due fronti. Per chi parte da zero: progettiamo siti internet, ecommerce ed applicazioni web con l'accessibilità integrata fin dall'inizio, seguendo gli standard WCAG 2.1 e le linee guida AGID. Questa è la soluzione migliore per tutti i nuovi progetti e funziona meglio di aggiungere l'accessibilità dopo.

Per chi ha già un sito: facciamo un audit di accessibilità per identificare i problemi specifici cosa manca, cosa va corretto, cosa è critico e cosa è secondario. Poi interveniamo con le correzioni necessarie, senza necessariamente rifare tutto da zero.

Lavoriamo per pubbliche amministrazioni comuni, scuole, enti pubblici e per privati: aziende, studi professionali, associazioni. L'approccio è lo stesso, cambiano i riferimenti normativi.

COSA FACCIAMO

I servizi per l'accessibilità
in dettaglio

Ci occupiamo di accessibilità dei siti web dal 2003. Oggi lavoriamo per rendere conformi ai requisiti legali del D.Lgs. 82/2022 i siti e le applicazioni web nuove e quelle esistenti.

PERCHÈ SCEGLIERE NOI

Ci occupiamo di accessibilità dal 2003.
Quando nessuno sapeva cos'era.

Valentina Biagini, titolare di Design101, si è laureata nel 2003 con una tesi sull'accessibilità dei siti web per le pubbliche amministrazioni. Allora non era una moda nè un obbligo di legge, eppure l'abbattimento delle barriere digitali fu messo al centro. La normativa italiana sull'accessibilità per la PA è arrivata l'anno dopo, nel 2004.

Vent'anni di esperienza concreta su questo tema non come competenza acquisita di recente per rispondere a una normativa, ma come specializzazione costruita nel tempo, su progetti reali. Negli anni abbiamo realizzato decine di siti web accessibili per Pubbliche amministrazioni. Di recente abbiamo realizzato il sito dell'Istituto Comprensivo Cino da Pistoia con il design system accessibile PNRR configurazione, migrazione contenuti, formazione al personale.

Siamo tra le poche agenzie in provincia di Pistoia con una competenza reale e documentata sull'accessibilità web, non qualcosa che abbiamo imparato leggendo le FAQ della normativa, ma qualcosa che studiamo da prima che diventasse obbligatorio.

DOMANDE FREQUENTI

Quello che ci chiedono
sull'accessibilità web

Dipende. Le pubbliche amministrazioni sono obbligate dalla Legge Stanca dal 2004. Dal 28 giugno 2025, con il recepimento dell'European Accessibility Act, l'obbligo si estende alle aziende private con più di 10 dipendenti o fatturato superiore a 2 milioni di euro. Le microimprese sono esentate, ma possono derogare solo documentando formalmente l'onere sproporzionato. Fatecelo sapere e vi diciamo esattamente cosa si applica al vostro caso, gratuitamente.
Dipende dalle dimensioni e funzionalitò del sito, da quanti problemi ha e come è stato costruito. In alcuni casi bastano interventi mirati testi alternativi, contrasti, struttura dei titoli. In altri casi i problemi sono strutturali e conviene rifare. Lo capiamo dopo l'audit, che facciamo gratuitamente.
Per le pubbliche amministrazioni: sanzioni fino al 5% del fatturato annuo e segnalazione all'AgID. Per i privati obbligati: sanzioni da 2.500 a 40.000 euro. Ma al di là delle sanzioni, un sito non accessibile esclude circa il 20% della popolazione persone con disabilità visive, motorie o cognitive che non riescono a usarlo.
Sì. Molte pratiche di accessibilità coincidono con quelle SEO: testi alternativi alle immagini, struttura semantica corretta, navigazione chiara, velocità di caricamento. Un sito accessibile è più facile da indicizzare per Google e da leggere per i motori AI come ChatGPT e Perplexity.
L'obbligo si applica a: Pubbliche amministrazioni - Aziende sopra 10 dipendenti - Aziende con fatturato sopra 2 milioni - Ecommerce - Servizi digitali
AUDIT GRATUITO

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Vi guidiamo noi

Offriamo un'analisi gratuita del sito per capire la situazione di partenza e se è necessario intervenire per l'adeguamento. Senza impegno.

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